Intervista a Filippo Ceccucci

Ultimamente non è facile trovare fermo Filippo Ceccucci, il presidente del Moto Club Umbria, da quando ha ritirato dalla concessionaria perugina Racestore la sua nuova KTM 690 Enduro l’ha subito messa al lavoro, al punto che a fine ottobre aveva praticamente già disegnato i percorsi per il Rally dell’Umbria 2020. Come si è conclusa la quarantena e le relative restrizioni è subito ripartito, questa intervista è stata presa poco prima dell’esplosione della pandemia Covid-19.

“Mi vengono sempre troppo lunghi, e poi tagliare mi dispiace…” Mormora in una delle rare pause che si concede, più che altro per osservare il panorama meraviglioso che abbiamo attorno.

Le ricognizioni sul percorso con la KTM 690 R griffata Rally dell’Umbria

Come sarà il Rally dell’Umbria 2020?

“Mi viene sempre da dire “il più bello”, ma del resto credo sia logico, visto che ogni anno impariamo qualcosa e possiamo migliorarci. Come sempre percorsi tutti pressoché inediti. E poi è una bella responsabilità (sogghigna): ci sono tanti che attendono di vedere i nostri percorsi per poi poterli copiare per i loro eventi…”

Quello delle tracce copiate è un argomento serio nel mondo dei cosiddetti viaggi avventura.

“Che devo dire, le strade sono di tutti e sul disegno dei percorsi non ci sono diritti d’autore. Mi piacerebbe solo che avessero un minimo di buon gusto, ma sembra che se certe cose non si possiedono è impossibile impararle. Di certo quelli che copiano possono vedere dove sono stato, ma non dove sto andando.”

Passi per non avere un carattere facile.

“Non mi piace esser preso per i fondelli, ma non credo che sia una caratteristica soltanto mia. Bene o male qualcosa ho fatto, durante la mia vita, e quando qualcuno salta fuori senza avere la minima competenza e pretende di farmi la predica e insegnarmi, faccio una gran fatica a mordermi la lingua. Anche se con l’età credo e spero di essere un po’ migliorato.”

Il debutto in gara ad un rally UISP, nel 1985 con la Moto Guzzi Stornello Scrambler 125 e la strumentazione fatta in casa

Qualcosa hai fatto in effetti, vogliamo ricordare il tuo curriculum?

“Diventa lungo e noioso…”

Allora eccolo: fotoreporter al seguito dei rally, presente ininterrottamente dal 1989 al 2007 a tutti gli eventi del settore in Italia, al seguito di gare di ogni livello, dai regionali motorally (nei primi anni ’90 c’erano anche quelli) fino alla Parigi-Dakar, vicecampione italiano raid tt al debutto come pilota con il roadbook nel 1998, campione europeo raid tt nel 2004, partecipante in tutte le gare disputatesi in Europa fino al 2007, direttore di gara internazionale, disegnatore di oltre 120 roadbook dal 1997, creatore del gruppo di lavoro motorally, inventore e organizzatore del Rally dell’Umbria, prova dei campionati europei e italiani raid tt, creatore di percorsi e roadbook in quattro continenti, dell’Anàbasi 1000, delle gare di Passignano gruppo 5 regolarità d’epoca, campione italiano regolarità d’epoca 2011 e infine inventore dei ‘rally senza cronometro’, di Anàbasi 300 e Boòn e quindi del nuovo Rally dell’Umbria turistico.

5° assoluto al Carpat Express Rally Raid 2004, prova di Campionato Europeo Rally Raid

“Lo dicevo che diventava noioso… ad ogni modo il titolo di campione d’Europa me l’hanno tolto cambiando il regolamento in corso d’opera: sarei stato solo vice campione, però davanti a Nani Roma e Marc Coma!
Piuttosto aggiungerei una laurea in Storia dell’Arte, non che sia servita a molto, ma ci tengo.
Poi tanti anni come inviato alle gare dei vari Mondiali di Trial, Cross, Enduro, Rally e Velocità, e il lavoro per Mondocorse, che dal 1993 mi ha visto scegliere e commentare le immagini video che hanno accompagnato tanti appassionati in oltre 220 titoli.”

Nel 2009 con Marco Castaldi

Adesso ci sarebbe un nuovo titolo importante: referente nazionale del mototurismo per conto di UISP Motorismo.

“Sono stato molto orgoglioso che i vertici di un Ente che non mi conosceva come la UISP abbiano recepito in così poco tempo quelli che erano i concetti delle Vie di Lupi & Bisonti. Altri hanno solo creato ostacoli.
Fondamentalmente nasce tutto con il nuovo Rally dell’Umbria turistico: da tempo ho questo desiderio di far vivere il nostro amato motociclismo su strade a fondo naturale – dovremmo cominciare ad abituarci a non parlare di “fuoristrada”, anche se è lessico comune – in maniera meno esasperata che con le gare.
Assieme a Maurizio ‘Gerry’ Dal Ben e ad altri amici, ci siamo resi conto che stavamo diventando grandi, per così dire, e che se quella che è la sacrosanta ansia giovanile del cronometro ci era ormai passata, era però giusto conservare una parte importante delle meravigliose sensazioni che si possono vivere in sella a una moto, precluse a tanti altri.
Grazie ai primi ‘rally senza cronometro’ fin dal 2007, mi ero reso conto di come un approccio meno esasperato potesse spalancare molte porte altrimenti precluse al nostro mondo.
Nel 2018 assieme a Gerry abbiamo deciso di creare qualcosa di diverso, creato da persone competenti e che sapessero di cosa si parlava. 
Adesso la prima stagione di ‘Lupi & Bisonti’ si è conclusa, abbiamo avuto tante soddisfazioni, pure alcuni passi falsi, ma sono serviti per imparare, e credo che per il 2020 ci presenteremo ancora più forti e competenti.”

Gli eventi ‘Lupi & Bisonti’ sono a numero chiuso, come mai?

“Perché il numero chiuso serve all’organizzatore per concentrarsi al meglio sul proprio evento. Ad esempio l’esperienza mi ha insegnato che all’Anàbasi 300 è bene non avere più di un centinaio di partecipanti, dispiace sempre dover ‘rimbalzare’ qualcuno, come succede ormai da anni, ma d’altro canto è una garanzia che l’evento si svolga al meglio.”

Altri non fanno così…

“Io posso parlare per me, a mio avviso in questa maniera si spersonalizza e si alterano gli equilibri. Un gruppo relativamente limitato di partecipanti si gestisce bene, per quello che l’esperienza mi ha insegnato. Quando si cresce troppo si crea il branco, l’orda, e a mio parere questo non va bene. Infine penso che sia anche giusto creare un minimo di esclusività: al Rally dell’Umbria il numero massimo è 150, in Piazza IV Novembre a Perugia quella è la capienza per stare comodi e partire rapidamente, senza infastidire eccessivamente la cittadinanza. Figuriamoci poi quando andiamo nei paesini che mi piace far conoscere ai partecipanti.”

Il desiderio di non creare fastidio, ma anzi lavorare assieme alle comunità locali è un altro principio fondante delle Vie di Lupi & Bisonti.

“Esattamente. Parlando per me, cioè per il Moto Club Umbria, ma che è stato ben recepito anche dagli altri eventi Lupi & Bisonti, i nostri eventi devono essere una vetrina per la nostra Regione, che sinceramente credo di conoscere come nessuno, il nostro motto ‘la differenza tra conoscere una strada e conoscere un territorio’ credo spieghi molto. Io cerco sempre di portare i nostri partecipanti in zone poco conosciute e in paesi e borghi che in genere rimangono fuori dai normali circuiti turistici. Inoltre il nostro passaggio deve essere una festa per la popolazione, per questo coinvolgiamo sempre le Pro loco e paghiamo sempre tutte le spese: noi siamo ripagati dalla meraviglia delle loro zone, non sarebbe corretto pesare sui loro bilanci spesso asfittici.”

uno scambio di saluti durante il Rally dell’Umbria 2018

“Correttezza” è un termine che si sente spesso dialogando con te.

“Credo di sì, del resto ci sono tante persone che parlano male di me, ma guarda il caso, nessuna di loro quasi mai spicca per schiettezza o correttezza. Affari loro, ma chi ha a che fare con me deve sapere che onestà e serietà sono ai primi posti.”

Forse è per questo che sei rispettato e forse anche temuto.

(Ride) “Temuto mi sembra decisamente eccessivo! Credo di essere rispettato perché chi mi conosce sa che non lo prendo in giro, che sono un appassionato come lui e che cerca di fargli passare un momento felice in sella alla sua moto, senza cercare di fregarlo.
Poi, ci mancherebbe: come tutti i discorsi in generale sono affermazioni da prendere come concetto, non come verità assoluta.”

Una delle caratteristiche delle Vie di Lupi & Bisonti è il roadbook.

“A parte l’Harditaroad, per la quale sto ancora cercando di lavorare con Gerry e i ragazzi dell’Anni 80 per convincerli, sì: tutti gli eventi Lupi & Bisonti sono caratterizzati dal roadbook.
Credo fermamente che seguire un roadbook invece di una traccia gps sia infinitamente più divertente e appagante, e in genere chi è contrario è perché non ha mai provato, probabilmente intimorito dal costo della strumentazione. 

Questo problema l’ho sempre avvertito, ed ho sempre cercato di lavorare per cercare di permettere la maniera di provare a navigare con il roadbook. Il recente accordo con Mario Bergamini di Twalcom, che ha studiato un sistema geniale, di rapidissima applicazione su qualsiasi moto, permette a tutti i partecipanti ai vari eventi Lupi & Bisonti di noleggiare queste strumentazioni e potere provare se il ‘gioco’ gli piace. Per navigare negli eventi Bisonti è ampiamente sufficiente, ma anche per gli eventi Lupi non ci sono problemi, come ha fatto Ricky Ciani all’Anàbasi 300 l’anno passato. 

Il mio sogno sarebbe che tutti gli appassionati seguissero questo mio desiderio e provassero a navigare con il roadbook, e magari si rendessero conto che per un organizzatore è un grosso lavoro e una grossa spesa in più.

Prima o poi ci riusciremo, vedrete!”

Vorremmo concludere questo incontro dicendo che il Rally dell’Umbria è il solo evento al mondo che dalla sua nascita ha avuto sempre la stessa organizzazione che l’ha creato, e che negli eventi del Moto Club Umbria non c’è un metro di percorso o nota di roadbook che in più di vent’anni non abbia fatto Filippo Ceccucci.